Aria di Papageno (spartito per ensemble di clarinetti)

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Alla domanda: “Di chi è Il Flauto Magico?”, chiunque minimamente ferrato nell’ambito della musica classica, risponderebbe: “è di Mozart”. Se faceste la stessa domanda ad un bambino che ha appena assistito ad una rappresentazione dell’opera, risponderebbe in tutta innocenza: “il flauto è di Papageno!”. Ed è proprio con il suo strumento che l’uccellaio più famoso della lirica si presenta al pubblico, cantando la prima aria di Papageno: Der Vogelfänger bin ich ja.

Il suono del suo flauto ricorre ossessivamente nello spartito, a scandire le pause del cantante con il suo famosissimo: “sol la si do re”. La melodia di questa prima aria di Papageno, tratta dal primo atto de Il Flauto Magico (Die Zauberflöte), ha un che di popolare, specie se paragonata all’impegnato esordio di Tamino, il principe che insieme alle Tre Dame anticipa Papageno sulla scena. Ma fu proprio grazie a questa semplicità che l’aria divenne famosissima in Austria ed in Germania, prima di conquistare il mondo e gli anni a venire.

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ARIA DI PAPAGENO (da Il Flauto Magico)
Spartito gratis per Ensemble di Clarinetti

Compositore: Wolfgang Amadeus Mozart
Arrangiatore: Lorenzo Marcolongo
Organico: Quintetto di Clarinetti
Genere: Musica Classica
Difficoltà: Intermedia

Aria di Papageno - Spartito gratis per Ensemble di Clarinetti

Il prof. Lorenzo Marcolongo ha scritto una versione per Ensemble di Clarinetti (quintetto), adatta ad allievi di Scuola Media ad Indirizzo Musicale. Nel suo arrangiamento non è previsto il caratteristico motivetto ascendente del Flauto Magico, così com’è nell’aria originale Der Vogelfänger bin ich ja. Pertanto liddove nell’aria di Papageno subentrava il flauto, la musica non subisce arresti, ma si produce in un ritmo serrato in costante rilancio.

La parte del canto e dei violini è affidata al primo clarinetto, che la esegue interamente dall’inizio alla fine. Il secondo clarinetto si occupa invece di una linea di controcanto, spesso ritmicamente parallela alla prima, eccezion fatta per qualche valore lungo in più. Il terzo ed il quarto clarinetto intonano un accompagnamento costante di ribattuti, che variano in base all’armonia. Il quinto clarinetto esegue invece la parte del basso, dando completezza e sostegno allo spartito.

 

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