Barcarola di Offenbach (partitura per orchestra scolastica)

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Uno dei capolavori assoluti della musica classica è la Barcarola di Offenbach, presente all’inizio del terzo atto de I Racconti di Hoffmann (“Les Contes D’Hoffmann” il titolo originale), lì dove Giulietta e Nicklausse intonano un delicato duetto che comincia con le celebri parole: “Belle nuit, ô nuit d’amour”. La prima era una cortigiana veneziana di cui Hoffmann era innamorato, il secondo la musa ispiratrice di Hoffmann, travestita da fraterno compagno di viaggio.

La Barcarolle in realtà non fu realizzata per I Racconti di Hoffmann. Si tratta di una partitura scritta da Offenbach nel 1864 e pensata come Canzone degli Elfi nel Die Rheinnixen (Le fate del Reno). Ernest Guiraud, cui fu affidato il compito di terminare l’orchestrazione dei Racconti di Hoffmann in seguito all’improvvisa dipartita di Offenbach nel 1880, ebbe l’idea di inserire la Barcarola nell’atto veneziano, in virtù delle origini di questo tipo di composizione, anticamente cantata dai gondolieri.

Offenbach, Jacques - Biografia Breve

BARCAROLA (Barcarolle)
da I Racconti di Hoffmann (Les Contes d’Hoffmann)
Partitura gratis per orchestra scolastica

Barcarola di Offenbach | Partitura gratis

Compositore: Jacques Offenbach
Arrangiatore: Luigi Rago
Organico: Flauto, Clarinetto, Fagotto, Chitarra, Pianoforte, Violino, Violoncello
Genere: Musica Classica
Difficoltà: Intermedia

Nella versione di Luigi Rago per orchestre di Scuola Media ad Indirizzo Musicale, alla Barcarola di Offenbach manca l’introduzione strumentale che nell’originale accenna vagamente agli elementi musicali del duetto. Si comincia invece con un accompagnamento di due battute (inconfondibili, per chi già conosce le note di Offenbach), cui subentra immediatamente il tema ai violini.

In una cornice caratteristica di registri acuti (flauti staccati) e bassi (pizzicati di violoncelli), clarinetti, fagotti e pianoforte si muovono con scopi prevalentemente armonici, le chitarre riportano i pizzicati acuti in un registro medio, mentre i violini continuano ad intonare il tema all’unisono, fino al punto in cui si dividono per ricreare in partitura le voci di Giulietta e Nicklausse, a distanza di terza, come nell’originale.

Nella seconda parte della partitura, la novità del coro viene soppiantata da un’inversione delle funzioni strumentali: ai fiati vengono assegnati i temi, ai violini i pizzicati. Quando però la Barcarola acquisisce maggiore slancio, nelle scalette ascendenti ripetute in eco, il duetto torna a cantare tra le corde dei violini, prima di spegnersi progressivamente nella pace di accordi prolungati.

Questo spartito è disponibile, oltre che in pdf, anche nei formati:

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