Bella – Notre Dame de Paris (spartito per violino e pianoforte)

17434

Nel 1998 debuttò in Francia uno spettacolo destinato ad abbattere ogni record di pubblico e incassi fino ad allora registrato. Lo spettacolo è Notre Dame de Paris, con testi di Plamondon e musica di Riccardo Cocciante. La collaborazione dei due non prevedeva un allestimento teatrale, ma era cominciata con intenzioni puramente artistiche. La consolidata tradizione del romanzo di riferimento di Victor Hugo e la qualità delle canzoni hanno decretato questo straordinario successo e la forma scenica che ne è derivata col tempo. Canzoni come Bella, di cui stiamo per presentarvi un arrangiamento per violino e pianoforte.

Bella, tratta dal secondo Atto di Notre Dame de Paris, prevede l’intervento di Quasimodo (il gobbo), Frollo (l’arcidiacono), e Febo (il capitano delle guardie), che svelano i loro sentimenti nei confronti della bella Esmeralda, la zingara che muove l’intera vicenda. La partitura originale consiste in un tema che, interpretato a turno dai tre protagonisti, attraverso numerose modulazioni e con una progressiva ascesa di registri, giunge al terzetto finale. E’ un brano di forte impatto emotivo, non solo per il climax costante di cui man mano si alimenta, ma anche grazie al tema in sè, che dona allo spartito una straordinaria intensità melodica.

Cocciante, Riccardo - biografia breve

BELLA, da Notre Dame de Paris
Spartito gratis per Violino e Pianoforte

CompositoreRiccardo Cocciante
Arrangiatore: GC
Organico: Violino, Pianoforte
GenereCanzone, Colonna Sonora
Difficoltà:Facile

bella, da notre dame de paris - spartito gratis per violino e pianoforte

L’arrangiamento di Bella che vi proponiamo è stato realizzato da Giuseppe Cataldi per allievi di Scuola Media ad Indirizzo Musicale. La tonalità iniziale è la medesima dell’originale: re minore. La linea del canto è affidata al violino, mentre il pianoforte si occupa di sostituire l’orchestra replicandone le armonie con disegni del tutto differenti. Lo spartito risulta molto più breve dell’originale perchè si è preferito rinunciare alle modulazioni: 1) per evitare la ridondanza (visto che ad ogni ripresa si ripresenterebbe la stessa formazione, anzichè un cantante diverso); 2) per evitare le difficoltà tecniche derivanti da tonalità continuamente cangianti.

Pertanto lo spartito comincia, dopo una breve introduzione di due battute al pianoforte, con l’esposizione del tema in re minore al violino (la cui mobilità ritmica è suscettibile di cambiamenti, come accade nelle varie interpretazioni dello stesso tema da parte dei tre cantanti) e l’accompagnamento del pianoforte che prosegue sulla falsa riga dell’introduzione, e cioè con un disegno in cui i bassi della mano sinistra e le articolazioni della mano destra sono talmente ravvicinati da confluire gli uni nelle altre.

A battuta undici il passaggio del tema in si minore, che può configurarsi anche come un secondo tema che conserva le medesime caratteristiche del primo. Si tratta dell’unico cambio di tonalità presente in questa versione di Bella, se si fa eccezione per il ritorno al re minore, e per la ripresa nella seconda parte. Si è preferito conservarlo inalterato perchè la modulazione lampo sottolinea il carattere di continuità tra questa parte e la precedente, e costituisce un elemento armonico imprescindibile, anche nell’economia dei significati testuali.

A questo episodio segue un piccolo ponte che nello spartito originale di Cocciante dura quattro battute e conduce al fa minore, e così via di quinta in quinta. Riducendolo a due battute, si è preferito utilizzarlo per ritornare al re minore, in una sorta di sproporzionato ABA dettato da esigenze di semplificazione esecutiva. La riproposizione di quanto suonato finora, senza il ponte, costituisce integralmente la seconda parte dello spartito, conclusa col moto perpetuo del pianoforte che si inabissa in un profondo si.

 

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here