I 15 compositori di musica classica più maleducati di sempre

Vanità, avidità, incoscienza, rabbia, lussuria, non importa la tipologia di peccato perché non esiste al mondo vizio che i grandi compositori non abbiano, in un modo o nell'altro, abbracciato. Molti hanno preferito mantenere un profilo basso. Alcuni, tuttavia, non hanno potuto far altro che lasciarsi trascinare dalle proprie pulsioni. Come…

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14Ludwig van Beethoven

Beethoven era il disordine in persona. L’odore dei suoi alloggi poi era nauseabondo a causa dei vassoi di cibo non consumato che venivano ammucchiati in un angolino, proprio accanto agli spartiti.

Non deve sorprende quindi che Ludwig fosse sempre in disputa con i proprietari di casa, anche se, dal loro punto di vista, il suo squallido stile di vita, forse, era l’ultimo dei suoi difetti.

I vicini si lamentavano dei suoi orari assurdi, che suonasse il pianoforte con troppa foga e soprattutto non sopportavano le sue continue grida contro la servitù che veniva sempre accusata di un qualche furto. Il “Rondò alla ungherese quasi un capriccio” del 1795 si guadagnò col tempo l’appellativo di “Rage over a lost Penny” (Rabbia per un penny perso) perché la notte in cui lo stava componendo Beethoven si convinse che una cameriera gliene avesse sottratto uno e mise sotto sopra l’appartamento per ritrovarlo.

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