Forbidden Colours di Sakamoto (spartito per due chitarre)

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Ryuichi Sakamoto e David Sylvian trasformarono il successo della colonna sonora di Furyo, film di Nagisa Oshima del 1983, in una canzone destinata a fare storia. Decisero insieme che il titolo migliore per questa canzone sarebbe stato Forbidden Colours (Colori Proibiti), lo stesso titolo dato da Mishima ad uno dei suoi romanzi, per tematica molto affine al film. La Virgin Records pubblicò il lavoro di Sakamoto e Sylvian nello stesso anno di uscita del film, ottenendone grandi ricavi.

Lo spartito originale era scritto per pianoforte solo, e consisteva, non diversamente dalla versione cantata, in pagine di delicata ispirazione melodica, impreziosite da stilemi musicali di stampo tipicamente orientale. Ad una introduzione ternaria in 12/8 segue un classico 4/4, che riesce a manifestarsi senza farsi notare, trascolorando dal 12/8 grazie ad un sapiente uso degli accenti che gioca sul filo sottile di un’ambiguità mai del tutto risolta.

Sakamoto - biografia breveFORBIDDEN COLOURS (da Furyo)
Spartito gratis per due chitarre

Compositore: Ryuichi Sakamoto
Arrangiatore: Edoardo Pieri
Organico: 2 Chitarre
Genere: Colonna Sonora
Difficoltà: Medio Alta

Forbidden Colours (Sakamoto) - spartito gratis per due chitarre

Forbidden Colours di Ryuichi Sakamoto, arrangiato per due chitarre dal Maestro Edoardo Pieri con lo scopo di essere eseguito da allievi di Scuola Media ad Indirizzo Musicale, è perfettamente coerente con i parametri di difficoltà consoni agli alunni-utenti. Il carattere stesso del brano, basato sull’espediente della ripetizione tematica, frutto di una indiscutibile influenza minimalista, rende la scelta didattica dell’arrangiamento particolarmente valida.

La scelta della tonalità, abbassata di un semitono rispetto all’originale spartito pianistico, deriva dalla necessità di rendere il brano più adatto ad un’esecuzione chitarristica. Le due chitarre interagiscono scambiandosi il ruolo di voce melodica ed accompagnamento ad ogni sezione tematica. L’arrangiatore riesce a confezionare una nuova veste timbrica al brano, sfruttando appieno le peculiarità idiomatiche della chitarra. La cura per le dinamiche e l’articolazione, oltre ad essere funzionali alla riuscita musicale dell’arrangiamento, rappresentano degli ottimi spunti di riflessione didattica.

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Alfonso D’Avino si diploma a vent’anni in chitarra con il massimo dei voti sotto la guida del M° Arturo Tallini presso il Conservatorio “G. da Venosa” di Potenza. Sempre con il massimo dei voti ha conseguito anche il Diploma Accademico di II Livello per la Formazione Docenti e, con Lode, il Diploma accademico di II livello in Discipline Musicali, con una tesi su J. Rodrigo, pubblicata dalla Rivista Guitart. Nel 2004 ha conseguito la Licenza di Concertismo presso l’Ecole Normale di Parigi sotto la guida del M° Alberto Ponce. Laureato con Lode al DAMS di Tor Vergata: la sua tesi sulle musiche per chitarra di Hans Haug è stata pubblicata dalla rivista “Il Fronimo”; nel 2000, in occasione del centenario della nascita del compositore svizzero, ne ha eseguito il Concerto per chitarra e orchestra sotto la direzione del M° Raffaele Napoli. Vincitore di diversi concorsi chitarristici nazionali ed internazionali, è stato ospite della trasmissione di RAI Radio 3 “La stanza della musica” e di prestigiosi festival internazionali, esibendosi, oltre che in Italia, anche in Germania, Francia e Montenegro. Sue esibizioni sono state trasmesse da emittenti radiofoniche e televisive nazionali ed internazionali. Ha svolto attività didattica presso i Conservatori di Agrigento e Vibo Valentia. Ha pubblicato per le Edizioni Salatino il libro “Guida allo studio della tecnica chitarristica” e, per l’etichetta Guitart Collection, il Cd del Mirror Guitar Duo “Due chitarre del Novecento”.

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