Funiculì Funiculà (partitura per orchestra scolastica)

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Funiculì Funiculà viene a torto considerata una canzone che si perde nei meandri della tradizione popolare napoletana antica. Persino le parole del titolo sembrano più suggerire una espressione linguistica del folklore napoletano, piuttosto che identificare un significato ben preciso. Entrambe queste convinzioni sono sbagliate. Funiculì Funiculà è una canzone con una data di pubblicazione ben precisa (1880), un paroliere (Giuseppe Turco), un compositore (Luigi Denza), uno spartito.

Era il 1880, quando, a causa dello scarso riscontro ottenuto dalla funicolare costruita per salire in vetta al Vesuvio, si decise di partecipare al popolare Concorso di Piedigrotta con una canzone celebrativa che invogliasse i turisti ad abbandonare le proprie remore. Il successo di Funiculì Funiculà è immediato, e induce i musicisti napoletani ad abbandonare quel fare nostalgico con cui si continuavano a recuperare vecchie canzoni tradizionali, e a scrivere nuove partiture. Con Funiculì Funiculà nasce insomma una nuova tradizione, destinata ad essere esportata in tutto il mondo.

Denza Luigi - biografia breve

FUNICULÌ FUNICULÀ
Partitura gratis per Orchestra Scolastica

Compositore: Luigi Denza
Arrangiatore: Salvatore Santangelo
OrganicoChitarra, Clarinetto, Flauto, Pianoforte, Tromba, Violino, Violoncello
Genere: Canzone Tradizionale
Difficoltà: Abbastanza Facile

Funiculì Funiculà - Partitura per Orchestra Scolastica

Nella versione del Maestro Salvatore Santangelo, Funiculì Funiculà dismette le vesti di canzone, per indossare quelle di brano strumentale per orchestra di Scuola Media ad Indirizzo Musicale. Cambia la concezione del tema, che non è più affidato ad una sola voce, ma che rimbalza tra proposte strumentali sempre diverse, all’interno di una partitura tanto ricca da proporre anche idee inconsuete.

L’introduzione riprende le note del ritornello, come nell’originale, e le affida a violini e pianoforti. Dopo 4 battute di tonica in ritmo tipico di tarantella, fa il suo esordio nella partitura la prima parte del tema della strofa, eseguita da violini primi, pianoforte, flauto, e chitarra. Il resto degli strumenti musicali continua ad imperversare con il ritmo ossessivo delle 4 battute, reso meno spigoloso dal fluire arpeggiato delle chitarre seconde.

A questo spezzone di tema segue una breve risposta che, anzichè amplificare coralmente le ultime due battute, come succede nell’originale, ne smorza le sonorità restringendo l’organico improvvisamente, e dando una impressione di eco lontana. Nella seconda proposta dello stesso spezzone di Funiculì Funiculà interviene la tromba al posto del flauto, mentre restano confermati violini e pianoforte per il raddoppio.

La seconda parte della strofa è in tonalità minore, e fanno la loro comparsa per la prima volta nella partitura i clarinetti, supportati nella proposta tematica ancora una volta da violini e pianoforte. Lo stesso episodio viene innalzato di registro e di intensità da una compagine strumentale ancora diversa, più ampia, e implicitamente pensata per introdurre opportunamente la consacrazione finale del ritornello, finora ascoltata solo nell’introduzione, ad organico ridotto.

Questo spartito è disponibile, oltre che in pdf, anche nei formati:

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