Il Tempo delle Cattedrali (spartito per violino e pianoforte a 4 mani)

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Le canzoni di Riccardo Cocciante conservano quasi tutte una caratteristica comune: l’attenzione che il climax della narrazione e della musica procedano in maniera perfettamente parallela. Non accade nulla di diverso in un’opera di maggiori ambizioni artistiche, qual è Notre Dame de Paris, anche quando la narrazione interna alla singola canzone è meno dinamica che altrove. Un esempio nitidissimo di quanto stiamo dicendo è il brano Il Tempo delle Cattedrali (Le Temps des Cathédrales).

La partitura consiste in una continua ricerca di registri superiori a quelli già raggiunti, e rispecchia fedelmente il concetto espresso nel testo, che parla di architettura come slancio verso l’alto, afflato poetico e musicale congenito alle potenzialità della pietra viva. Questo è lo spirito del tempo delle Cattedrali: liddove nello spartito venga raggiunta una vetta, l’uomo ed il cantante sanno dimostrare di poter andare anche oltre. Niente di più congeniale allo stile di Riccardo Cocciante, insomma. Ed è quanto avveniva anche in Bella, da Notre Dame de Paris, di cui abbiamo pubblicato di recente una versione per violino e pianoforte.

Cocciante, Riccardo - biografia breveIL TEMPO DELLE CATTEDRALI, da Notre Dame de Paris
Spartito Gratis per Violino e Pianoforte a 4 mani

Compositore: Riccardo Cocciante
Arrangiatore: GC
Organico: Violino, Pianoforte a 4 Mani
Genere: Canzone, Colonna Sonora
Difficoltà: Abbastanza Facile

Il Tempo delle Cattedrali - Spartito Gratis per Violino e Pianoforte a 4 mani

L’arrangiamento è stato realizzato da Giuseppe Cataldi, ed è rivolto a giovani violinisti e pianisti frequentanti le classi di strumento della Scuola Media ad Indirizzo Musicale. In questa versione de Il Tempo delle Cattedrali la linea del canto è affidata quasi esclusivamente al violino (che potrebbe essere sostituito da altri strumenti melodici, in particolare il flauto), mentre al pianoforte a 4 mani viene assegnato il compito di non far rimpiangere l’assenza di un’orchestra variegata che accompagni il tema. La prima parte della strofa è l’unico punto in cui il pianoforte esegue il tema, su un accompagnamento di accordi in glissando.

Già nella seconda parte della stessa strofa interviene il violino, prende in mano la conduzione melodica del brano, e non la abbandona fino all’ultima nota dello spartito. Con il passaggio del tema al violino, il pianoforte ha la possibilità di dedicarsi con maggiore attenzione all’accompagnamento: la mano destra del pianoforte 1 esegue un disegno arpeggiato costante, originariamente per chitarra, mentre la mano sinistra, insieme alla destra del pianoforte 2, intreccia una piccola rete di arpeggi complementari.

Il ritornello è annunciato dalle famosissime ascese canore di E questo è Il Tempo delle Cattedrali. La melodia del violino procede in maniera pressoché identica alla canzone di Cocciante, versione italiana, mentre l’arpeggiato della chitarra passa alla mano destra del pianoforte 2 (che con la sinistra esegue invece la linea del basso). Il pianoforte 1 introduce un disegno del tutto diverso, in cui il suono delle campane di Notre Dame è sostituito da accordi acuti e scintillanti, che si inseriscono in un gioco di rimbalzi con le note (più basse) di un semplice controcanto non presente nell’originale.

Segue il ritorno della strofa (identica alla prima), ed il passaggio a nuova tonalità (da mi minore a fa minore), senza modulazione, ma con un brusco innalzamento di registro, tipico di Notre Dame de Paris, e di Cocciante in generale. Nello spartito originale sono previsti ulteriori scatti verso l’alto, ma in questo arrangiamento ci limitiamo ad uno solo, per evitare eccessivi infittimenti nelle alterazioni in chiave e per mantenere facili le parti di entrambi gli strumenti. Il finale chiude il brano con un dimesso diminuendo, eco del precedente disegno.

 

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