Thompson: Corso facilissimo di pianoforte

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TITOLO:
Corso facilissimo di pianoforte
AUTORE:
John Thompson
EDITORE:
Edizioni Musicali Riunite
ANNO DI PUBBLICAZIONE:
1955

metodo per pianoforte di john thompson

PRESENTAZIONE SINTETICA:

Comincia con l’indicare la posizione delle note sulla tastiera, e subito imposta ritmicamente l’esperienza pratica, ribattendo una sola nota, con gli accompagnamenti dell’insegnante che fungono da metronomo sensoriale. Il metodo invita a redigere le progressive acquisizioni scrivendo e disegnando in prima persona. Progressivamente vengono proposte nuove note sulle cinque dita, e superato l’intervallo di quinta, si passa allo spostamento laterale della mano.
Entrambe le mani sono impegnate da subito, separatamente, poi le si unisce alternandole e progressivamente sovrapponendole, badando a che l’una resti di più facile realizzazione rispetto all’altra. Prima ancora di arrivare alle scale e agli accordi si insegna l’importanza del fraseggio, favorendo l’individuazione melodica, la differenziazione nel tocco (legato/staccato), e le sfumature dinamiche.
Le scale giungono dopo un lavoro sulle alterazioni. Gli accordi vengono giustificati teoricamente. Dal quinto volume (presentato in formato verticale anziché orizzontale come i primi) si cominciano ad affrontare le difficoltà legate alla realizzazione di semicrome veloci, e particolarità stilistiche come le acciaccature ed il pedale di risonanza. I brani sono originali, eccezion fatta per alcune trascrizioni di pezzi celebri.
Le illustrazioni seguono costantemente ogni spiegazione teorica e ogni brano musicale, interagiscono, sottolineano, indicano memoranda, focalizzano attenzione e concentrazione, e creano atmosfere divertenti con personaggi standard che fanno da collante. Man mano che il corso sale di livello, le illustrazioni si fanno meno infantili, e meno invasive.

PUNTI FORTI:

Le illustrazioni sono quanto mai funzionali. La scelta di impostare il metodo su un primo contatto ritmico è felicissima, l’interazione con l’insegnante è costante e mai casuale, non si cade nella riproposizione di pattern schematici nell’individuazione delle posizioni sul pianoforte, la progressione delle esperienze è scandita senza squilibri né forzature, non c’è traccia di esercizi antimusicali.

PUNTI DEBOLI:

Alcune acquisizioni tecniche meriterebbero un numero maggiore di brani per essere meglio assimilate. L’atmosfera divertente non conosce sosta, ma andrebbe corredata di inserzioni maggiormente espressive.

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