I 15 compositori di musica classica più maleducati di sempre

i compositori più maleducati di sempre

Ludwig van Beethoven

Ludwig van Beethoven

Beethoven era il disordine in persona. L’odore dei suoi alloggi poi era nauseabondo a causa dei vassoi di cibo non consumato che venivano ammucchiati in un angolino, proprio accanto agli spartiti.

Non deve sorprende quindi che Ludwig fosse sempre in disputa con i proprietari di casa, anche se, dal loro punto di vista, il suo squallido stile di vita, forse, era l’ultimo dei suoi difetti.

I vicini si lamentavano dei suoi orari assurdi, che suonasse il pianoforte con troppa foga e soprattutto non sopportavano le sue continue grida contro la servitù che veniva sempre accusata di un qualche furto. Il “Rondò alla ungherese quasi un capriccio” del 1795 si guadagnò col tempo l’appellativo di “Rage over a lost Penny” (Rabbia per un penny perso) perché la notte in cui lo stava componendo Beethoven si convinse che una cameriera gliene avesse sottratto uno e mise sotto sopra l’appartamento per ritrovarlo.

Jean Sibelius

Forse quello di cui aveva bisogno Beethoven era il buon esempio di una moglie. Un nome su tutte? Aino, la paziente consorte di Sibelius. Il compositore finlandese, noto libertino in gioventù, aveva fondato il Symposium, un gruppo di giovani artisti che si riuniva presso l’Helsinki Hotel Kämp con l’intento di sbronzarsi a suon di Bénédictine e di discutere per giorni e giorni di arte e di vita.

Gli aneddoti sugli eccessi di Sibelius sono tantissimi. In un’occasione, per esempio, venne trascinato via da un banchetto a base di ostriche e champagne per condurre un concerto, in pessime condizioni . Toccò poi ad Aino l’ingrato compito di raccoglierne i pezzi.

Oltre a chiedere agli amici di tenere d’occhio il fidanzato, soprattutto quando Ferruccio Busoni, il suo miglior compagno di bevute, era in città, Aino setacciava personalmente tutti i bar di Helsinki per trascinare Jean a casa soprattutto in vista della scadenza di una commissione.

Henry Purcell

Se nel 1900 Sibelius agiva indisturbato a Helsinki, nel 1680 Purcell faceva lo stesso a Londra. Il compositore era un assiduo frequentatore delle locande della capitale inglese, e non solo. L’elenco delle sue composizioni infatti include un discreto numero di canzoni conviviali di natura assolutamente oscena. Purtroppo, la sua abitudine di tornare a casa tardi, ubriaco e per giunta rissoso segnò l’inizio della sua rovina.

In contrasto con l’approccio vigile di Aino Sibelius, si narra che Frances Purcell abbia semplicemente chiuso fuori casa suo marito durante una serata fredda: l’attacco di polmonite che ne seguì gli fu sfortunatamente fatale.

Gabriel Fauré

Forse Purcell avrebbe osato di più, non si fosse limitato ad andare in giro a far baldoria tutta la notte dopo aver bevuto come una spugna. Questo è esattamente quello che fece Fauré mentre lavorava come organista presso una Chiesa di Rennes intorno al 1860 onde poi presentarsi al mattino vestito ancora in abbigliamento serale: cravatta e frac.

Il clero, che aveva già dato dimostrazione di inflessibilità in merito alla sua abitudine di abbandonare il soppalco dell’organo durante il sermone per fumare una sigaretta, non ne rimase per nulla colpito.

Thomas Weelkes

Le buffonate intraprese da Fauré nel soppalco dell’organo sono peccati veniali se paragonate alla lista di misfatti commessi da Thomas Weelkes, che gli valsero l’allontanamento dalla cattedrale di Chichester nel 1616.

Weelkes era finito già nei guai per aver urinato sul Decano durante la preghiera della sera un paio di anni prima, quando gli venne finalmente imposto di allontanarsi. La sua abitudine di suonare l’organo ubriaco e di bestemmiare ad alta voce era divenuto ormai un rituale insopportabile.

Fu sorprendentemente reintegrato in servizio e, nonostante la sua passione per la bottiglia e per la blasfemia non scemò mai del tutto, mantenne la carica fino al giorno della sua morte, avvenuto nel 1623.

Nicolas Gombert

A pochi compositori è capitato di veder interrotta la propria carriera all’improvviso come è successo a Gombert che, fino al 1540, ricopriva il prestigioso incarico di “Maître des enfants” (musicista responsabile per l’educazione e la salute dei bambini) presso la Cappella Reale di Carlo V d’Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero.

Gombert abusò della sua posizione rivolgendo le sue attenzioni a un corista riluttante, e fu così che il Maestro della polifonia si trovò costretto a dover mettere alla prova la sua abilità nel canottaggio quando fu condannato ai lavori forzati.

Finire sottocoperta, in mare aperto, non sembrò sortire alcun effetto sul lavoro di Gombert come compositore. Infatti alcune delle sue opere più belle, molte delle quali di ovvio carattere penitenziale, furono scritte proprio durante il suo esilio in mare e, alla fine, gli fu accordato dall’Imperatore il perdono.

Joseph Haydn

biografia breve di Franz Joseph Haydn

Considerata la reputazione di bravo ragazzo e il soprannome di “Papa” con cui veniva apostrofato, il cognome di Haydn è l’ultimo che ci si sarebbe aspettato di leggere all’interno di una lista contenente i nomi dei compositori più maleducati di sempre.

Ma non si può e non si deve trascurare il suo lato oscuro, evidente sia in alcune delle sue composizioni sia, più chiaramente, in un episodio della sua giovinezza. Nel 1849, Haydn, appena 17 enne, si ritrovò ad essere espulso da scuola perché decise che sarebbe stata una bella trovata tagliare il codino di un compagno. Bravo ragazzo. Approviamo.

Wolfgang Amadeus Mozart

Essendo stato allievo di Haydn, Mozart non poteva che essere anche un grande mattacchione. Come dimenticare ad esempio lo scherzo che mise in atto mentre era in scena il Flauto Magico al Teatro Freihaus di Vienna.

In una lettera a sua moglie Constanze, Mozart ammise di essersi intrufolato dietro le quinte per sabotare il grande Emanuel Schikaneder mentre quest’ultimo cantava nel ruolo di Papageno “Ein Mädchen oder Weibchen” e suonava al contempo il suo carillon magico. Ovviamente suonare il carillon era una finzione scenica: il suono del carillon proveniva in realtà da un glockenspiel nascosto dietro le quinte.

Una sera Mozart si appropriò di quel glockenspiel e suonò un arpeggio completamente fuori tempo e fuori contesto. Il pubblico in sala rimase perplesso, sentendo suonare il carillon senza aver visto il cantante azionarlo. Ancora più perplesso rimase Schikaneder, che si guardò intorno smarrito, finchè intravide Mozart dietro le quinte, intento probabilmente a sghignazzare allegramente.

George Frideric Handel

George Frideric Handel fu più vittima che carnefice. La rabbia del compositore è ormai leggendaria e il suo orecchio era così sensibile da non permettergli di sopportare l’ascolto di un’orchestra nella fase in cui si accordano gli strumenti. Di conseguenza, ai musicisti veniva solitamente chiesto di accordarsi molto prima dell’arrivo del maestro nella sala concerti.

Purtroppo non filò sempre tutto liscio per Handel. In un’occasione infatti un burlone non seppe resistere alla tentazione di mettere alla prova l’orecchio delicato del compositore e si intrufolò nella sala concerti dove scordò di proposito alcuni strumenti mentre i musicisti erano fuori a bere qualcosa.

Quando arrivò Handel e l’orchestra suonò, la cacofonia fu così dolorosa che il compositore si strappò la parrucca di testa e avanzò verso gli sfortunati musicisti, con i pugni rivolti verso il cielo.

Arnold Bax

Se si volesse stilare una lista di tutti i compositori infedeli alle proprie partner si raggiungerebbe rapidamente la fine di molti fogli A4. Debussy, Delius e Wagner occuperebbero senza dubbio le prime posizioni ma, quando si è trattato di elevare l’arte dell’infedeltà a un livello completamente nuovo, Bax è stato e rimane a tutt’oggi impareggiabile.

Nonostante i numerosi nidi d’amore sparsi per il paese, Arnold Bax intrecciò la sua relazione più famosa con la diciannovenne Harriet Cohen.

Il loro amore descritto dal compositore nel poema sinfonico del 1917, November Woods, potrebbe iniziare con Bax e Cohen che si riparano in modo pittoresco dalla tempesta in un boschetto … ma che presto decidono di trasferirsi in una accogliente camera d’albergo nelle vicinanze.

Hector Berlioz

Meglio aver amato e perso che non aver amato mai, ma Berlioz decise invece che sarebbe stato più felice se avesse potuto eliminare la sua amata. Quando, nel 1832, venne a sapere che la madre della sua fidanzata, la pianista Marie Moke, aveva deciso di accasare sua figlia con Camille Pleyel, produttore di pianoforti, il compositore giunse a una drastica conclusione.

Partì dall’Italia per Parigi, si dotò di un paio di revolver a doppia canna con l’intenzione di ucciderli tutti e tre prima di rivolgere la pistola contro sé stesso. Non lasciò nessun dettaglio al caso, il compositore impacchettò anche del veleno come metodo di riserva e un travestimento, una parrucca e un cappello, così da poter accedere senza impedimenti alla casa di Moke.

Fortunatamente, quando raggiunse il confine francese, Berlioz si rese conto di aver perso il travestimento e rinunciò così alla sua nascente carriera da maniaco omicida. E per quanto riguarda i signori Pleyel? La persistente infedeltà di Camille presto mise fine alla felicità coniugale degli sposini.

Carlo Gesualdo

A differenza di Berlioz, Gesualdo realizzò invece il suo intento omicida. Quando scoprì sua moglie e il Duca di Andria in flagrante nel suo palazzo, nel 1590, Carlo non esitò a estrarre il coltello, guadagnandosi così la reputazione del più famoso compositore di tutti i tempi.

Il crimine commesso da Gesualdo rimase relativamente impunito per due buoni motivi: l’epoca (l’Italia rinascimentale) e il lignaggio del compositore (di stirpe nobile).

Lord Berners

Come il compositore Gerald Tyrwhitt, meglio conosciuto con il nome di Lord Berners, sia riuscito a sfuggire all’attenzione di svariate associazioni animaliste nessuno lo sa. Eppure provava un certo godimento nel catturare i piccioni, per poi dipingerli di vari colori e mascherarli.

Come dimenticare inoltre il cartello affisso a casa sua che recitava così: “I trasgressori saranno perseguiti, i cani fucilati, e i gatti frustati” o, l’inquietante episodio in cui gettò il cane di sua madre da una finestra per vedere se era in grado di volare.

L’eccentrico inglese nutriva chiaramente un fascino macabro nei confronti degli esseri viventi che cadevano dall’alto. Decise infatti di costruire una torre panoramica di una trentina di metri nel suo giardino, e vi appose nelle vicinanze un altro cartellone inquietante: “I membri del pubblico che si suicidano da questa torre lo fanno a proprio rischio e pericolo”.

Peter Warlock e EJ Moeran

Peter Warlock e EJ Moeran

E concludiamo con un duo. Se inizialmente la gente di Eynsford, nel Kent, accolse con favore due figure così prestigiose come Peter Warlock e EJ Moeran nel loro villaggio a metà del 1920, ben presto la loro opinione mutò.

Le speranze di ascoltare dolci melodie al pianoforte o un piacevole recital da camera si infransero quando l’aria riverberò invece al suono dell’ennesima bottiglia stappata o alle grida di piacere di una notte d’amore a tre.

Non che la coppia mantenesse il divertimento entro le quattro mura. Indimenticabili furono infatti le buffonate di Moeran che ubriaco, alla guida della sua auto, finì in una siepe. E Warlock? Scioccò gli abitanti del posto andando in sella a una moto. Nudo.

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